Posizione

I miei piedi sono lontani
Più di un metro
Dal mio punto di vista
Uno poggia piatto sul pavimento
L’altro è appeso
In fondo alla mia gamba destra
Accavallata come un laccio triangolato
Sull’altra coscia
Alla cui base il mio bacino inclinato
Sorregge il ventre rilassato
Premuto dall’appoggio che vi trova
Perpendicolare al braccio
L’avambraccio sinistro
Che finisce nella mia mano riversa
Sul fianco del costato
Come una conchiglia sulla sabbia
Che sul dorso sostiene il gomito
Dell’altro braccio
Disceso dalla cima della spalla
Prima di risalire verticale
Fino al gufo della mia mano
Fra le cui dita fuma una sigaretta
Della stessa marca
Che compravo quest’estate
Quando oltre quel breve velo
C’erano i suoi movimenti

Ma ora qualcosa è cambiato
E in me.

Disegno di Louise Despont.
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Stazione Meteorologica

Il ciglio del cielo si capovolge all’indietro
Come una vuota altalena violentata

Il mare si appiglia con la sua risacca di palpebra
Alla sabbia delle secche profondità

Ma tu sei un po’ d’acqua
Ma tu sei un po’ d’aria

E io sono le previsioni del tempo
Una stazione metereologica della volontà

Le stelle che ci guidano appartengono al passato
La prospettiva è centrale

L’orizzonte è una bocca socchiusa
Il gorgoneion che trattiene l’amore

Mentre penso
Mi accipiglio
E penso
Che devono ancora cambiare
La legge elettorale.

Il Guardiano del Faro

Vaffanculo l’amore
È meglio se mi alzo

Vaffanculo l’amore
È meglio se faccio colazione

Vaffanculo l’amore
È meglio se mi doccio

Vaffanculo l’amore
È meglio se mi vesto

Vaffanculo l’amore
È meglio se mi metto a scrivere

Vaffanculo l’amore
Vaffanculo l’amore
Vaffanculo l’amore

Il mattino ha il
Vaffanculo l’amore
In bocca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E tu
Non mi chiami.